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Recensione Wacom Cintiq 21UX (prima parte).

Insomma, qualche mese fa ho ceduto e ho comprato l’oggetto dei miei desideri (grazie ad un comodo finanziamento, vista la spesa).

La meravigliosa Wacom Cintiq 21UX è la versione aggiornata del dispositivo di input 18SX TFT LCD a matrice attiva, ed è considerata il top della linea Wacom (se si esclude la versione touch, che personalmente mi lascia perplesso: come risolviamo l’unto lasciato dalla mano sullo schermo, al momento di disegnare? mah…). Quando Wacom lanciò sul mercato la prima tavoletta Cintiq (per chiarire, la tavoletta-monitor su cui disegnare direttamente), la risoluzione era XVGA, che se permettete non era abbastanza. In caso di finezze sul tratteggio o fotoritocco di qualità, la risoluzione dello schermo non era semplicemente all’altezza del compito.

Questo succedeva qualche anno fa, e sia la risoluzione video e la sensibilità della penna da allora sono aumentati. Il 21UX ha una risoluzione massima di 1600 × 1200 (UXGA), che è quanto di meglio si possa desiderare per fotoritocco e tecniche a mano libera. Certo se si effettua uno zoom pesante si capisce che nonostante i passi avanti, i margini di miglioramento sono ancora molti.
La Cintiq è un bel monitor da 21″× 16.5″, con una superficie di disegno attiva di 17″x 12.75″.  Insomma ci si disegna tranquillamente senza dover spostare il foglio di lavoro ogni venti secondi. Ho sentito dell’uscita di formati minori ma mi permetto di sconsigliarli (non me ne voglia Wacom). Se avete deciso di investire in questo tipo di tecnologia, fare una spesa a metà per un prodotto che poi dovrete utilizzare male non mi sembra una decisione accorta. Certo con questo device avrete bisogno di riconfigurare gli spazi della vostra scrivania (tra una cosa e l’altra risulta più ingombrante di un iMac 24″) ma vi assicuro che ne vale la pena.

Già dal primo utilizzo si capisce che bisogna reimparare completamente a disegnare, e la cosa disorienta. Solo Moebius riuscì a creare dei capolavori al suo primo utilizzo, noi comuni mortali invece dobbiamo fare i conti con la totale perdita di grip dovuto al fatto che per la prima volta tracciamo linee su una superficie liscia, che non offre nessuna resistenza (come ad esempio la carta, ma anche la superficie di una Intuos…).
I risultati in un primo momento sono tremendi, roba da mani nei capelli, soprattutto se si commette l’errore di guardare qualche tutorial su YouTube, dove alcuni personaggi riescono a far sembrare un A3 di fantascienza in speed-painting semplice come gettare l’immondizia. Alla fine dei 6 minuti di video quello da gettare sono io. Utilissimi invece i molti tasti-funzione ai lati della tavoletta, comodi addirittura per noi mancini (grazie, Wacom).

Il consiglio infatti (più che altro per ragioni di spazio) è quello di limitare al massimo l’uso della tastiera, settando al meglio il ventaglio dei tasti funzione (compreso i due scroll posteriori) e di non perdere la speranza, dopo qualche mese di pratica si ritornerà infatti a creare qualcosa di decente. Insomma, ne riparliamo tra qualche mese :)

A presto per il secondo capitolo della recensione!